Plus 24 | Il lettore chiede lumi sul titolo governativo austriaco da inserire in portafoglio

Consultique
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Plus 24 | Il lettore chiede lumi sul titolo governativo austriaco da inserire in portafoglio

Plus 24 |  Il lettore chiede lumi sul titolo governativo austriaco da inserire in portafoglio

Sabato 29 marzo  - Plus 24, p.10

LA LETTERA

Sono in pensione, ho 61 anni, la mia pensione è di 1.930 euro netti. Mia moglie, nata nel 1969, ha un lavoro part-time con cui riesce a guadagnare circa 800 euro netti al mese, aderisce al fondo sanitario di categoria, Fasi open Blu, non ha aderito invece alla previdenza complementare.

Ho due figli laureati indipendenti e fuori di casa, che attualmente vivono in affitto.

Non ho spese mensili particolari, la casa è di proprietà senza mutuo e non ho acceso prestiti. Non ho grosse esigenze, le cedole maturate vengono utilizzate per aiutare i figli, ed eventualmente supportarli nel pagamento delle rate del futuro mutuo.

Comprendo l’esposizione eccessiva su titoli di debito italiani acquistati tutti alla pari e sotto la pari, ma le cedole mi hanno allettato. Possiedo azioni Intesa Sanpaolo che ad oggi hanno distribuito a mio avviso ottime cedole, utile lordo attuale 88%, ho una vecchia polizza vita dal 2000 minimo garantito 3% valore attuale circa 9mila euro e dispongo di circa circa 10.000 euro di liquidità.

In particolare vorrei un vostro parere sull’acquisto del bond Austria TF 0,85% GN2120 euro ISIN AT0000A2HLC4, prezzo di carico 35,48 valore di carico 19.868 euro quantità 56mila euro, che allo stato attuale mi dovrebbe generare una cedola netta di 416 euro annui pari a circa il 2%, lo stesso è stato acquistato solo a scopo speculativo senza quindi attendere la scadenza elevata.

Risponde Consultique

In primo luogo notiamo subito che è un peccato che negli anni non si sia costituita una posizione di previdenza complementare per la signora. Si tratta di una condizione molto simile ad altre lavoratrici e a dire il vero anche a molti giovani. Gli iscritti ai fondi pensione sono infatti per lo più lavoratori dipendenti di età già matura e per lo più uomini. Fatta questa premessa andiamo ad analizzare la situazione patrimoniale del lettore. «Il portafoglio risulta scarsamente diversificato, essendo quasi interamente esposto ai titoli di Stato italiani, con l’unica eccezione del bond austriaco menzionato e delle azioni Intesa Sanpaolo – spiegano da Consultique –. Oltre alla forte concentrazione sul “rischio Italia”, anche la duration del portafoglio appare particolarmente elevata, poiché oltre il 50% delle obbligazioni ha scadenze superiori ai 10 anni. Per quanto riguarda il bond austriaco citato, si tratta indubbiamente di un acquisto speculativo, considerando che è improbabile che il lettore – e probabilmente anche i suoi figli – attenda la scadenza del titolo: fissata nel 2120. Alla quotazione attuale, pari a circa 35,25, il titolo offre un rendimento annuo lordo del 2,80%. Tale rendimento, tuttavia – aggiungono da Consultique –, non appare particolarmente allettante in termini relativi, poiché è pressoché identico a quello di un Bund tedesco a 10 anni e significativamente inferiore rispetto a un altro titolo di Stato austriaco con scadenza simile (2117), che offre un rendimento annuo lordo del 3,30 per cento».

La differenza di rendimento tra i due titoli, secondo gli esperti di Consultique, non è immediatamente spiegabile, ma è riconducibile alla bassa cedola del bond in questione, che comporta un prezzo ridotto e genera, di fatto, un effetto leva sulla dinamica dei tassi a lunghissimo termine.

«Ne consegue che, se il lettore ha un’ottica di brevissimo termine, il titolo acquistato dovrebbe risultare più sensibile ai movimenti dei tassi sulle scadenze ultra-lunghe – spiegano da Consultique –; tuttavia, allungando l’orizzonte temporale, questa scelta potrebbe rivelarsi meno efficiente».

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